Colonia marina, Follonica nel cuore: “Patrimonio storico da valorizzare”

Colonia Marina

Vogliamo raccontarvi la storia di Giovanni, lo chiameremo così, che dal 2012 è in lista d’attesa per l’assegnazione di una casa popolare”.

A dichiararlo, in un comunicato, è Follonica nel cuore.

“Giovanni ha 70 anni, ha perso il lavoro cinque anni fa e tira avanti grazie al sostegno di amici e commercianti che lo conoscono e gli allungano un caffè, un cornetto, lo invitano a cena e gli fanno la spesa – continua la nota –Di solito trascorre le sue giornate in giro per la città in cerca di lavoretti occasionali, è disposto a fare qualsiasi cosa pur di raggranellare qualche decina di euro. Ma quando viene sera le cose si complicano: Giovanni non ha una casa, non sa dove dormire, gli amici qualche volta lo ospitano, ma non può approfittarne sempre e soprattutto non lo farebbe mai. Però adesso, alla sua età, passare la notte sulle panchine della stazione non è più cosa, non ce la fa più a resistere al freddo e al vento, è talmente magro che dormire per terra o sulle panche di ferro gli procura lividi dappertutto”.

“Eppure non si è arreso, non si è scoraggiato ha trovato una soluzione temporanea: la Colonia – spiega Follonica nel cuore –. Da due anni a questa parte Giovanni trascorre le notti nell’edificio storico in riva al mare, che un tempo era un vanto per la città e ora sta cadendo a pezzi. Volevamo documentare il degrado di persona, ci abbiamo anche provato, ma siamo stati malamente cacciati da altri disperati che bivaccano all’interno, proprio come lui. È stato lui a raccontarci del sudiciume, dei pezzi di intonaco che si staccano dai muri e dal soffitto, dei servizi igienici malfunzionanti e luridi, dei materassi sfondati, delle coperte strappate. Ci siamo indignati, gli abbiamo chiesto: ma come fai a dormire lì? Ci si abitua a tutto, ci ha risposto. Lui però si è creato un angolino lindo e ordinato e si è fatto un paio di amici, due italiani, che come lui hanno perso il lavoro e non hanno un posto dove stare. Cucinano insieme, dormono, insieme, condividono quel pochissimo che hanno”.

Giovanni non si lamenta per questo, lui ce l’ha con la sua città, con il Comune, con la lista d’attesa, con le risposte che nessuno gli dà – continua il comunicato -. Ci ha confessato che quasi ogni giorno passava dagli uffici comunali per conoscere la sua posizione in graduatoria. L’anno scorso per qualche settimana era salito addirittura al primo posto, non gli sembrava vero, ha brindato con gli amici, ma il sollievo è durato un attimo. Quindici giorni sono bastati per scendere al terzo posto, poi al decimo finché alla fine ha smesso di chiedere, non ha più voluto sapere, ha smesso di credere. C’è sempre qualcuno più bisognoso, più disperato che mi scavalca”.

“Gli abbiamo domandato se potevamo aiutarlo in qualche modo, ci ha risposto così: ‘Se farete parte della nuova amministrazione ricordatevi di me e di tutti quelli come me’. Lo faremo Giovanni, stai sicuro, perché nel 2019 non dovrebbero più esistere casi come il tuo, perché una città dovrebbe accogliere e non respingere, perché gli anziani, come i bambini, devono sempre essere protetti. E un’amministrazione civile e solidale non può e non deve metterli da parte – termina la nota –Un’amministrazione civile si prende cura dei suoi cittadini e dei suoi beni, perché la Colonia è un patrimonio storico da preservare, valorizzare e trasformare in qualcosa di utile per la comunità, proprio come succedeva tanto tempo fa”.

Articolo a cura di GROSSETO NOTIZIE del 5 Maggio 2019:
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